Sightseen

Reggio Emilia, piccola città padana dalle antiche origini, offre un grande patrimonio di storia e cultura da visitare. Di seguito un piccolo itinerario portatile per chi volesse visitare il centro cittadino (passeggiata di un paio d’ore):
Per effettuare un breve tour della città è possibile effettuare il circuito delle piazze. Partendo infatti da piazza della Vittoria è possibile vedere  lo storico Teatro Municipale dedicato a Romolo Valli. Il Teatro, che ha acquistato negli ultimi anni particolare fama anche grazie alle frequenti esibizioni del grande Maestro Claudio Abbado oltre che per la decennale qualità del cartellone concertistico, fu inaugurato nel 1856 ed è una delle più compiute espressione di stile neoclassico emiliano. Nella stessa area si trovano anche gli storici giardini pubblici all’inglese (nell’Ottocento circuito per le corse dei cavalli), il Teatro Ariosto (non lontano dalla Cavallerizza), la Galleria Parmeggiani, riconoscibile per la sua torretta neogotica. Sulla destra del Teatro Valli si trova invece il complesso del monastero di San Francesco, che oggi ospita la nutrita collezione dei Musei Civici. Di particolare interesse la collezione Lazzaro Spalanzani, esempio di raccolta museologica ottocentesca.

Proseguendo verso piazza del Monte si incontra, da sinistra, il seicentesco palazzo Bussetti, riconoscibile per il lanternone d’angolo. Sulla piazza affaccia anche il palazzo del Capitano del Popolo (Hotel Posta), edificio medievale rivisitato però in gusto storicista nei primi anni del Novecento. Di fronte a noi il palazzo del Monte di Pietà (ora sede dell’Unicredit), prima sede municipale della città. Di fronte scorre la via Emilia, tracciato romano (di cui alcuni resti sono visibili proseguendo per qualche centinaia di metri sulla sinistra) risalente tra il 189 e il 187 a. C.

Più oltre si trova piazza Prampolini, dedicata al primo sindaco socialista d’Italia. Proprio di fronte al Palazzo del Monte di Pietà si trova l’antica statua rappresentante il fiume Crostolo (che fino al 1300 circa scorreva all’intetno  dlla città) e risalente al XVII secolo. Da destra si incontra il palazzo delle Notarie (con l’alto e celeberrimo “portico dell’impiccato). Percorrendo brevemente via dell’Angelo si incontra la casa Malaguzzi, casa natale della madre di Ludovico Ariosto. Proseguendo nella piazza si trova il palazzo municipale, all’interno della quale si trova la Sala del Tricolore ed il relativo museo. Alle sue spalle spicca sulla piazza la torre del bordello. La sala di piacere pare non si trovasse proprio nella torre, ma nella via sottostante. Sul lato sinostr della piazza si incontra poi il palazzo del Vescovado al’interno del quale si incastona il sottopassaggio pedonale del “Broletto” (gli antichi “broli” o orti dei canonici), la Cattedrale della Santissima Annunziata e infine il Battistero.

Attraversando il Broletto si giunge in piazza San Prospero. Alle nostre spalle si trova l’articolata mole delle absidi del Duomo. Di fronte si trova invece la chiesa dedicata al patrono cittadino san Prospero, vescovo di Reggio Emilia nel V secolo d. C. Da non perdere all’interno la decorazione absidale di Camillo Procaccini rappresentante il Giudizio Universale. Di grande interesse anche la torre campanaria ottagonale in arenaria, per la quale la tradizione narra che partecipò alla progettazione anche Giulio Romano, in quegli anni a Mantova.

Proseguendo dietro la torre campanaria si giunge in via san Carlo. Lungo la strada, sulla destra, la severa facciata della sconsacrata chiesa seicentesca di San Carlo. Sulla sinistra invece sporge l’alto arco della casa dei commercianti di panno. Anticamente si trovavano lungo questa via le concerie della città. La casa si contraddistingue per la figura di caprone nel capitello. Al termine della via si trova piazza Fontanesi, suggestivamente incorniciata da palazzi costruiti tra il Quattrocento e il Settecento.

Tornando in piazza Prampolini è possibile proseguire da via Farini (alla destra del Municipio). Su questa via la chiesa e il palazzo San Giorgio. La chiesa è stata restaurata e riconsacrata durante il Giubileo del 2000. Il palazzo è ora sede della Biblioteca Municipale “A. Panizzi”. Gli amanti dell’arte contemporanea non dovranno perdere, all’interno di essa il dipinto di Sol Lewit “Whirls and Twirls”. In fondo alla via si giunge in piazza del Cristo. Sulla sinistra l’interessante forma di palazzo Rangone e della settecentesca Chiesa del Cristo.

Sulla destra parte corso Garibaldi antico letto del torrente Crostolo. lungo la via, sulla sinistra da non perdere Palazzo Magnani importante sede museale provinciale e sulla sinistra la grande Basilica della Ghiara, che anche Federcio Zeri definì “la più grande pinacoteca del Seicento emiliano”.

Giunti all’obelisco che segna il termine della via è possibile girare a destra, lungo la via Emilia. Dopo qualche centinaia di metri, sulla sinistra, è possibile girare in via dell’Aquila. La stretta stradina rappresenta l’arteriacentrale dell’antico Ghetto ebraico (l’aquila citato nella toponomastica era il simbolo estense che caratterizzava il cancello del ghetto che ogni sera veniva rinchiuso). Sulla destra si incontra la sinagoga, ricostruita dopo la distruzione avvenuta nella seconda Guerra Mondiale. La Torah reggiana fu portata dopo la guerra a Gaifa (Israele), oggi l’edificio è visitabile ma non vi si tengono celebrazioni.

Proseguendo fino alla fine della via e poi girando verso destra si arriva su Corso Cairoli, proprio sul lato della Galleria Parmeggiani. Se sono presenti le guide fatevi raccontare la storia di questo avventuriero regiano, che pare abbia spacciato i suoi “falsi d’autore” ai più grandi musei di tutto il mondo.

Ciò detto siamo tornati al nostro punto di partenza.

Per ulteriori informazioni sui monumenti cittadini visita il sito dello IAT

 

Di seguito la mappa con la georeferenziazione delle migliori attrattive di Reggio Emilia.

 

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37 thoughts on “Sightseen

  1. alexia Post author

    Inaugura sabato 15 aprile presso i Chiostri di San Domenico (RE) la mostra di Giuseppe Scalarini. E’ un autore presente anche nella mostra “Asini, muli, corvi e maiali: la satira in Italia tra Stato e religioni dal 1848 ai giorni nostri”. Un tipo decisamente un laico, come lo era la sua sferzante satira contro il regime.

    Da non perdere!

    Luogo: via dante alighieri 11, reggio emilia

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